Secondo appuntamento Round Midnight di Bertrand Tavernier

Domenica 11 ottobre, a partire dalle ore 10.30, nella splendida cornice di Villa Campolieto a Ercolano, Jazz Connessioni ospita il secondo appuntamento di “Note in Pellicola – Jazz e Cinema”.
Protagonista della mattinata sarà ‘Round Midnight, il capolavoro di Bertrand Tavernier, un film che racconta con rara intensità il mondo del jazz, le sue fragilità e la sua straordinaria forza espressiva. La proiezione sarà introdotta dal professor Massimiliano Gaudiosi per l’approfondimento cinematografico e da Lino Volpe, che accompagnerà il pubblico in un nuovo incontro del ciclo Storie dal Jazz, dedicato alle figure di Lester Young, Bud Powell e Dexter Gordon, tre musicisti che hanno profondamente segnato la storia della musica del Novecento.

Docente e studioso di cinema, Università degli Studi di Napoli Federico II.
Lester Young, Bud Powell e Dexter Gordon: tre musicisti che cambiarono il jazz
Dallo swing al bebop, tre protagonisti di una delle stagioni più importanti della musica del Novecento. Tre personalità differenti, unite dalla stessa ricerca: trovare nella musica una voce propri
Lester Young: il sassofono comincia a parlare un’altra lingua
Quando Lester Young (1909–1959) entra nell’orchestra di Count Basie, negli anni Trenta, il sassofono tenore ha già un grande protagonista: Coleman Hawkins. Il suo suono è robusto, la sua improvvisazione ricca di armonie e virtuosismi. Young sceglie un’altra strada. Il suo suono è più leggero, le frasi sembrano scorrere senza sforzo. Suona spesso leggermente dietro il tempo, lasciando respirare la melodia. Non cerca di riempire ogni spazio: sa che anche una pausa può dare significato alle note che la precedono.

Nel 1936, con l’orchestra di Basie, registra Shoe Shine Boy e Lady Be Good, due incisioni che mostrano quanto sia personale il suo linguaggio. Young non sta semplicemente proponendo un modo diverso di suonare il sassofono. Sta cambiando il rapporto tra il solista, il ritmo e la melodia. La sua influenza sarà enorme. Charlie Parker ascolta e studia i suoi dischi. Dexter Gordon ne raccoglie la lezione, così come Stan Getz e molti altri sassofonisti.
Lester Young appartiene alla grande stagione dello swing. Ma la libertà del suo fraseggio prepara una parte importante della musica che verrà dopo. È anche un uomo dalla personalità singolare. Billie Holiday, con la quale condivide alcune memorabili registrazioni, lo chiama Prez, abbreviazione di President. Lui la chiama Lady Day. La loro intesa musicale nasce anche da una sensibilità comune nel trattare le melodie, nel piegare le frasi e nel dare alle parole e alle note un accento inatteso.
Nel 1944 Young viene arruolato nell’esercito americano. Abituato alla libertà della vita musicale, si trova in un ambiente rigidamente disciplinato e segnato dalla segregazione razziale. Durante il servizio viene arrestato per possesso di marijuana e alcol, sottoposto a corte marziale e condannato alla detenzione in una struttura militare. Trascorre diversi mesi in condizioni particolarmente dure, subendo anche le discriminazioni riservate ai soldati afroamericani. L’esperienza lo segna profondamente, anche se sarebbe semplicistico attribuire soltanto a quell’episodio le difficoltà che caratterizzeranno gli ultimi anni della sua vita. Muore nel marzo 1959, a quarantanove anni. Lascia una concezione del sassofono che continua a essere studiata, ascoltata e riconosciuta come una delle radici del jazz moderno.

Bud Powell: il pianoforte incontra il bebop
Negli anni Quaranta, nei locali di New York, sta nascendo una musica nuova. Charlie Parker e Dizzy Gillespie sviluppano un linguaggio fatto di melodie complesse, armonie in continuo movimento e improvvisazioni che richiedono una grande libertà di pensiero e di esecuzione. Tra i musicisti che contribuiscono a costruirlo c’è Bud Powell (1924–1966).
Powell è un pianista formatosi anche attraverso l’ascolto di Art Tatum, ma è soprattutto nel rapporto con Thelonious Monk e con i protagonisti del bebop che trova la propria strada. Prima di lui, molti pianisti jazz affidavano alla mano sinistra il compito di sostenere continuamente il ritmo, alternando bassi e accordi. Powell alleggerisce questo accompagnamento e lascia alla mano destra una libertà fino ad allora inconsueta. Le sue linee melodiche hanno la rapidità e la complessità di quelle di Charlie Parker. Gli accordi della mano sinistra intervengono nei momenti necessari, dialogando con il contrabbasso e la batteria. Il pianoforte non deve più fare tutto da solo: diventa parte di un gruppo nel quale ciascuno strumento contribuisce alla costruzione del ritmo e dell’armonia.
Ascoltando Tempus Fugit, Bouncing with Bud o Un Poco Loco, si comprende quanto Powell abbia cambiato il modo di pensare e suonare il pianoforte jazz. È un musicista capace di inventare melodie, di trasformare gli accordi in movimento e di costruire improvvisazioni dalla logica musicale rigorosa. La sua influenza attraversa tutta la storia successiva del pianoforte jazz.
La vita di Powell, purtroppo, è segnata da gravi problemi di salute e da ripetuti ricoveri psichiatrici. Nel 1959 si trasferisce a Parigi, dove incontra Francis Paudras, un appassionato di jazz che gli sarà vicino negli ultimi anni. Quella relazione diventerà una delle principali fonti d’ispirazione per Round Midnight, il film che Bertrand Tavernier realizzerà nel 1986.

Dexter Gordon: il sassofono tenore entra nell’età del bop
Dexter Gordon appartiene alla generazione che vive direttamente la nascita del bebop. Cresciuto musicalmente a Los Angeles, suona giovanissimo con Lionel Hampton e successivamente nell’orchestra di Billy Eckstine, una formazione nella quale passano alcuni dei protagonisti del jazz moderno.
Negli anni Quaranta, mentre Charlie Parker sta rivoluzionando il sassofono contralto, Gordon affronta una sfida diversa: portare il nuovo linguaggio sul sassofono tenore. Il suo punto di partenza è anche Lester Young, del quale ammira la libertà melodica. Ma Gordon sviluppa un suono più ampio, vigoroso, sostenuto da un fraseggio che unisce le nuove armonie del bebop a un profondo senso dello swing. I suoi assoli hanno una caratteristica particolare: sembrano raccontare una storia. Gordon sviluppa un’idea, la riprende, la modifica, inserisce una citazione musicale, si concede una pausa e poi riparte. La tecnica è sempre al servizio del discorso musicale.
Le registrazioni degli anni Quaranta, tra cui Long Tall Dexter e The Chase, quest’ultima con Wardell Gray, documentano la sua affermazione come uno dei primi grandi sassofonisti tenori del bebop. La sua influenza sarà determinante per musicisti come Sonny Rollins e John Coltrane.
Negli anni Cinquanta la carriera di Gordon attraversa una fase difficile, segnata da problemi legati alla droga, vicende giudiziarie e periodi di detenzione che interrompono la sua attività. Alla fine del decennio riprende a suonare con maggiore continuità e, all’inizio degli anni Sessanta, torna a incidere dischi importanti per la Blue Note, tra cui Doin’ Allright e Go!. Nel 1962 si stabilisce in Europa, vivendo soprattutto a Copenaghen e lavorando nei principali jazz club del continente. È un periodo di intensa attività musicale, documentato anche da registrazioni come Our Man in Paris. Quando torna negli Stati Uniti nel 1976, Gordon viene accolto da un pubblico che ne riconosce pienamente il ruolo nella storia del jazz.

Dieci anni dopo Bertrand Tavernier gli affida la parte di Dale Turner in Round Midnight. La scelta ha un significato preciso. Gordon non deve imparare a essere un jazzista, né imitare sullo schermo la gestualità di un sassofonista. Conosce quella musica, quei locali e quel mondo perché ne è stato protagonista. Conosce anche Bud Powell e Lester Young, due musicisti che hanno contribuito alla formazione del suo linguaggio e che ispirano la figura di Dale Turner. La sua interpretazione gli vale una candidatura all’Oscar come miglior attore protagonista. È un risultato eccezionale, ma non sorprendente per chi conosce il suo modo di suonare. Gordon possiede una naturale capacità narrativa: sa utilizzare i silenzi, aspettare, dare peso a una frase. Nel film trasferisce queste qualità dalla musica alla recitazione.

Tre storie che si incontrano
Lester Young appartiene alla generazione dello swing e apre nuove possibilità al fraseggio del sassofono. Bud Powell contribuisce a costruire il linguaggio del bebop attraverso il pianoforte. Dexter Gordon porta quella rivoluzione sul sassofono tenore e ne diventa uno dei principali interpreti. Le loro storie attraversano momenti diversi della musica afroamericana del Novecento, ma si incontrano nella nascita del jazz moderno. Conoscerle aiuta anche a comprendere Round Midnight. Bertrand Tavernier prende dalla vita di Powell la vicenda parigina e l’amicizia con Francis Paudras, attinge ad alcuni aspetti della personalità e della biografia di Lester Young e affida il racconto a Dexter Gordon, che quella storia musicale l’ha vissuta. Dale Turner, il protagonista del film, non è la copia di uno di loro. È un personaggio nel quale convivono tre esperienze reali della storia del jazz. Ed è da qui che possiamo cominciare a leggere il film.